scienza e beni culturali

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la ricerca sarà effettuata sul sito di Arcadia Ricerche, editore del libro degli Atti del Convegno

Con la collaborazione di:








  






Ass. Restauratori d'Italia
sede locale Südtirol

Organizzazione:

Ass. Scienza e Beni Culturali

Da segnalare:



 




LA QUALITA' DELL'INTERVENTO SUI BENI CULTURALI
ATTUALITA', PROBLEMI E PROSPETTIVE

Prima Circolare (pdf)


L’Associazione Scienza e Beni Culturali, considerando l’importanza del tema che si intende affrontare nel prossimo convegno: "La qualità dell’intervento sui Beni Culturali. Attualità, problemi e prospettive" e considerato il periodo di transizione che stiamo vivendo, propone per l’anno 2021 tre Giornate di Studio che si terranno nel mese di settembre, da intendersi come introduttive al tradizionale Convegno nel 2022.

L’idea che connota questa articolazione è quella di proporre un primo percorso di co-elaborazione/produzione di contenuti connessi ai temi del Convegno 2022, attraverso comunicazioni di esperti su tematiche suggerite dalla Segreteria Scientifica, di seguito riportate, associate a momenti di discussione articolati in workshop da cui per ciascuna sessione si deriverà una sintesi conclusiva, utile per dettagliare  la tematica del Convegno 2022.

Nell’ambito delle Giornate di Studio dell’autunno 2021 lo svolgimento di workshop sarà orientato in base ai contributi pervenuti in forma di extended abstract che costituiranno la base per le discussionifocalizzate sull’attualità dell’intervento e delle competenze, nonché finalizzate allo scambio tra il mondo della ricerca, gli enti di tutela e dei professionisti che concorrono alla conservazione dei beni culturali.


prima circolare

Il concetto e la definizione di qualità degli interventi sul patrimonio culturale è questione determinante e complessa e su come perseguirla si dibatte dalla seconda metà del XIX secolo. Nel corso degli anni, la definizione di tale concetto si è evoluta coinvolgendo anche considerazioni di carattere paesaggistico, culturale, ambientale, sociale ed economico.

Con riferimento al patrimonio materiale e in particolare al patrimonio culturale costruito, la qualità non riguarda solo l’intervento nello specifico, ma anche le fasi preliminari: la fase conoscitiva, la fase progettuale nonché il quadro economico relativo all’intervento, la trasparenza ed esaustività delle procedure di autorizzazione e di affidamento, la raccolta ed elaborazione della documentazione precedente, contestuale e successiva all’intervento stesso.

A tali aspetti si deve aggiungere la qualità derivante dalla completezza dei dati, dal livello di dettaglio e di accuratezza delle specifiche tecniche e dal puntuale monitoraggio dei processi decisionali ed esecutivi durante e successivamente alla realizzazione dell’intervento.

Si tratta inoltre di una qualità da considerare in relazione ai valori ambientali, culturali, sociali ed economici, dove le nozioni di diversità culturale, di inclusività e di comprensione del patrimonio contribuiscono a definire le azioni e gli interventi futuri.

Come sottolinea il documento di ICOMOS dedicato agli European Quality Principles (2018) la validità di un progetto è l’esito di processi decisionali strutturati su obiettivi chiari e realistici; dipende da una corretta e trasparente selezione delle competenze, dalla valutazione della pericolosità e dei rischi relativi al bene e al suo contesto, dall’accettazione degli inevitabili mutamenti e, al tempo stesso, della tutela di quelli che sono i suoi valori culturali.

Infine dipende dalla capacità di elaborazione di piani gestionali, di monitoraggio e conservazione preventiva attuabili e programmati.

Come auspicato dalla Convenzione di Faro sul Valore del Patrimonio Culturale per la Società (2005) e dalle raccomandazioni dell'UNESCO su Paesaggio Storico Urbano (2011), il progetto deve mirare anche a mettere le comunità al centro delle politiche del patrimonio, attraverso approcci integrati e partecipativi alla salvaguardia, all'interpretazione e alla gestione del patrimonio culturale.

Ciò premesso, si sollecitano i partecipanti a riflettere sul significato di ‘qualità dell’intervento sul patrimonio costruito’ e a condividere esperienze significative, declinando il tema secondo tre diverse angolazioni:

            1 . La qualità del progetto e le competenze

Per quanto riguarda le competenze, il processo di conservazione  è fortemente caratterizzato dalla multidisciplinarietà e dalla multiscalarità, concetti ormai pienamente condivisi, ma che richiedono ulteriori approfondimenti e di essere saldamente associati a regolamenti, standard, protocolli e normative, al fine di far acquisire al processo nel suo complesso una maggiore concretezza, diffusione ed efficacia per il pieno raggiungimento di obiettivi di qualità.

Il tema potrà essere così sviluppato:

- Il progetto di conservazione e restauro come esito coordinato di competenze di diverse discipline, conoscenze e strumenti, afferenti anche a diversi percorsi formativi e ambiti normativi;

- Il progetto di conservazione e restauro come esito coordinato di più fasi a diversa scala operativa, dalle fasi preliminari per la conoscenza, la diagnostica, la prevenzione, la progettazione, l’esecuzione, fino al collaudo, al monitoraggio degli esiti nel tempo ed a piani  di manutenzione.   

 

2. La qualità del progetto e la norma

Come è noto, le procedure e le attività afferenti al progetto di restauro e di conservazione dei beni culturali e del patrimonio costruito sia in ambito pubblico che privato sono parte di un più ampio quadro normativo. Tuttavia, la complessità, l’eterogeneità e, talvolta, la stessa difficoltà di applicazione possono interferire negativamente sulla qualità dei processi e sugli esiti degli interventi. Ciò sollecita riflessioni mirate alla proposta di semplificazione e all’innovazione anche con riferimento agli obiettivi richiesti dall’Europa attraverso il nuovo programma di finanziamento Next Generation EU .

Il tema potrà essere così sviluppato:

- Le criticità riscontrabili nel quadro normativo attuale e nei sistemi organizzativi dei soggetti preposti alla realizzazione dell’intervento di restauro e conservazione, sia in ambito dei Contratti Pubblici che in ambito privato, e le proposte di circostanziate soluzioni o rimedi;

- la revisione degli incentivi, le verifiche dei requisiti dei soggetti che a vario titolo partecipano ai processi realizzativi; le procedure e i controlli che possono consentire di implementare la capacità di spesa delle amministrazioni pubbliche, e tutto quanto in generale consenta il raggiungimento di nuovi obiettivi di razionalizzazione ed innovazione indispensabili per la qualità dell’intervento di restauro.  


3. La qualità del progetto e l’innovazione

L’intervento di restauro visto come parte integrante di un processo più ampio e di medio-lungo periodo è sicuramente un primo passo verso l’innovazione, che va resa concreta, sostenibile e condivisa.

Il tema potrà essere così sviluppato:

- Il ruolo dell’intervento di restauro e conservazione nella società attuale e in quella del futuro, specie in relazione ai nuovi paradigmi di inclusività e accessibilità, anche considerando il cambio di relazione tra bene patrimoniale e comunità (Convenzione di Faro), nonché il coinvolgimento di quest’ultima come fattore essenziale nella formulazione del progetto, con riferimento ad aspetti che vanno al di là dell’intervento fisico sull’oggetto;

- Le nuove sfide imposte al progetto di conservazione e restauro del patrimonio costruito, dalla necessità di contenere le risorse e ridurre gli impatti sull’ambiente, anche mediante l’introduzione di tecnologie e materiali innovativi e lo sviluppo di accorte politiche di gestione, fino alla necessità di considerare e prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici;

- L’analisi della relazione che intercorre tra l’innovazione dei processi e la permanenza di molte procedure amministrative nell’ottica della re-ingegnerizzazione di molte di esse in vista della loro digitalizzazione.

 

Invio degli abstract

 

Gli extended abstract scritti in lingua italiana o in lingua inglese, dovranno essere inviati esclusivamente  attraverso il format online a breve presente sul sito www.scienzaebeniculturali.it, seguendo la procedura guidata. Non verranno accettati abstract inviati via e-mail.

 

Il testo del contributo non dovrà superare i 6.000 caratteri spazi inclusi; potranno essere  riportate referenze bibliografiche ed una tabella o illustrazione

Gli abstract saranno sottoposti a peer review e costituiranno la base per la discussione nei workshop.

I contributi  accettati saranno riportati in un Quaderno di Scienze e Beni culturali, pubblicato digitalmente e dotato di codice ISBN o ISSN. Ad alcuni tra i contributi selezionati sarà proposto di partecipare attivamente alla sessione di workshop, i cui esiti saranno anch’essi oggetto di pubblicazione digitale sui Quaderni, dotata di codice ISBN o ISSN.

Il termine per l’invio degli abstract è fissato per il 30 giugno 2021.

Località e modalità di realizzazione del workshop verranno definite in relazione alla evoluzione delle normative anticovid.